Istantanea di un incontro speciale…

di Annalisa Guida

Vista la folla festante, l’assedio dei fotografi e dei giornalisti, la presenza di numerosi vescovi nonché la fila degli sposi novelli radunatisi per la benedizione, ieri mattina su quel sagrato – illuminato da un sole che anticipava la primavera – mi sono chiesta: “E come avrà tempo per noi?”. Invece Francesco il tempo l’ha trovato, per noi come per tutti e per ciascuno. E non il tempo comune e condiviso dei saluti, della meditazione sul Vangelo odierno (il ‘mio’ Marco!), dell’invito accorato a non distruggere né rinnegare la fraternità di sangue (perché solo i fratelli condividono l’esperienza di avere abitato per nove mesi lo stesso grembo… e su questo non mi ero mai soffermata a riflettere con la gratitudine interiore che ho sentito ieri…). Un tempo ‘speciale’, in cui lui “c’era” con noi cinque, ci ascoltava e ci esortava. Che sia durato pochi minuti è contato poco. Io mi sono sentita incontrata personalmente, ed è questo, secondo me, che fa un vero pastore: conosce e sue pecore e chiama ciascuna per nome.

La sua simpatia strabordante l’ha messa nella domanda ironica a P. Gilberto, sfogliando il libro: “Ho letto la notizia… Sono capaci?”. Sfrontatamente, allora (sono proprio una ‘scugnizza’, talvolta..) gli ho detto: “Legga, e ci faccia sapere!”.

Lo spero davvero; non desidero che questo libro attesti se siamo brave o no, se siamo più o meno competenti dei nostro colleghi uomini – anche se temo che si potrà scendere anche su questo piano basso dell’analisi… Spero che Papa Francesco e ogni lettore che lo vorrà mi dicano: “La sottolineatura che hai fatto mi convince”, oppure il contrario… ma che la lettura intelligente e penetrante propria della ricerca biblica si apra ad un’interlocuzione e ad uno scambio. La pluralità di voci, prospettive, sensibilità, modi di dire e raccontare Dio è un tratto tipico della Scrittura e della narrazione evangelica in particolare; quindi, a mio parere, non può non esserlo anche della Chiesa e della ricerca teologica.

Credo che Papa Francesco sarebbe d’accordo. Il suo sguardo accogliente di ieri mi ha confortato e mi accompagna.

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