Le donne prendono la Parola

In virtù del loro genio femminile, le
teologhe possono rilevare, per il beneficio
di tutti, certi aspetti inesplorati
dell’insondabile mistero di Cristo.

(Papa Francesco)

8 marzo 2015, festa della donna: nascono ufficialmente i vangeli Àncora, con la traduzione e il commento realizzati – per la prima volta in Italia – da quattro giovani bibliste, secondo i criteri più aggiornati della scienza esegetica, con uno sguardo femminile.

Qual è il senso di tale decisione? In linea teorica poco dovrebbe incidere il genere femminile o maschile di uno studioso, ai fini della realizzazione di una buona traduzione dei vangeli, ma nella realtà concreta questa opzione è assai significativa.
Essa mette in luce, innanzitutto, la presenza ormai affermata e qualificata delle donne nella conoscenza e la competenza della Bibbia, nonché nella docenza e la ricerca delle Scienze ad essa consacrate, fenomeno piuttosto recente e ancora sconosciuto ai più.
La materia teologica e, conseguentemente, quella biblica, sono state per secoli, nella Chiesa cattolica, appannaggio del clero e, quindi, del genere maschile, pertanto difficilmente accessibili, quando non addirittura precluse, alle donne in generale. Con il Concilio Vaticano II la restituzione della Bibbia al popolo di Dio ha contemplato anche i religiosi e i laici e, quindi, le donne, permettendo loro di accostarsi agli studi esegetici, e più in generale agli studi teologici, negli istituti di formazione accademica, come le università pontificie e le facoltà teologiche.
Finalmente la donne “prendono la Parola” nella Chiesa. Tale novità ha avuto e continua ad avere la forza di una rivoluzione, destinata a generare cambiamenti radicali nella Chiesa cattolica e, auspicabilmente, anche nelle società dove essa vive.

La Parola (di Dio) alle donne!

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di Vincenzo Vitale – Jesus, giugno 2015

«È necessario che la donna non solo sia più ascoltata, ma che la sua voce abbia peso reale, un’autorevolezza riconosciuta, nella società e nella Chiesa (…) Non abbiamo ancora capito in profondità quali sono le cose che ci può dare il genio femminile (…) alla società e anche a noi: la donna sa vedere le cose con altri occhi che completano il pensiero degli uomini. È una strada da percorrere con più creatività e audacia». Così rifletteva papa Francesco all’udienza generale dello scorso 15 aprile.

Dal 1965 in effetti le donne hanno cominciato a trovare uno spazio ecclesiale che sembrava loro precluso. con l’accesso agli studi teologici. Frutto – e segno – di questi nuovi tempi è questo volume, un commento ai Vangeli scritto da quattro donne, con tutta la competenza scientifica richiesta in questo campo, ma anche con sapienza e capacità narrativa. Il discorso, volutamente non accademico, coniuga spiegazione e interpretazione del testo. È qust’ultima dimensione – la lettura “credente” – che emerge dall’opera, una sorta di commento meditante. Viene proposta anche una traduzione propria del testo dei Vangeli, che talvolta si discosta non poco dalle versioni correnti. Il commento è decisamente orientato alla dimensione sincronica del testo, con l’aiuto dell’approccio narrativo e con particolare attenzione al contesto giudaico. Va da sé come sia esplorato con attenzione il “punto di vista” femminile (personaggi, cultura) dei Vangeli.

I VANGELI A POLIGNANO A MARE (BA)

Nuovo appuntamento per i Vangeli al femminile: a Polignano a Mare (Bari), il 5 luglio alle ore 21.00 in piazza Trinità, l’Associazione Giovanni Paolo II presenta l’incontro di presentazione dei Vangeli tradotti e commentati da quattro bibliste. Ecco il comunicato stampa.

“PROFUMO DI DONNA”

Accade per la prima volta nella Chiesa italiana: quattro giovani bibliste – Rosalba Manes, Annalisa Guida, Rosanna Virgili e Marida Nicolaci – traducono e commentano i Vangeli, fecondando un solco per molti secoli riservato al clero e al genere maschile. Come è potuto accadere? I “Vangeli al femminile” sono il punto di approdo di un lungo iter, cominciato con il Concilio Vaticano II: ha restituito la Parola al popolo di Dio, dunque anche alle donne, che hanno potuto accedere agli studi biblici. Poi, “dalla fine del mondo”, è arrivato un messaggero della buona notizia, Papa Francesco, che intende valorizzare la figura femminile nella chiesa, consapevole di quanto sia decisiva nella Bibbia. La Bibbia è una scrittura sapienziale, come tale particolarmente consona all’intelligenza e alla sensibilità femminili. E la presenza della donna nella storia biblica è centrale: da Eva a Maria, passando per Ester, Elisabetta, la diacona Febe, la Maddalena. Perché non affidare alle donne anche la traduzione in lingua corrente e l’interpretazione della Parola? L’idea è stata accolta con entusiasmo dall’editrice Ancora, che ha affidato la traduzione e il commento dei quattro Vangeli – Matteo, Marco, Luca e Giovanni – alle quattro bibliste, uno ciascuna. Come nella Chiesa delle origini, ci sarà dunque “profumo di donna” in piazza Trinità, a Polignano a Mare, il 5 luglio con inizio alle ore 21, per la presentazione dell’opera attesa. Dal novero delle autrici, l’evento registrerà la presenza di Rosalba Manes, pugliese di San Giovanni Rotondo. È consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di San Severo, ha conseguito il dottorato in Teologia biblica presso la Pontificia Università Gregoriana, dove insegna. Dice che “leggere la parola di Dio non è una questione di mente, ma di cuore. È come passeggiare in un immenso giardino, che apre i sensi interiori alla bellezza della vita e risveglia il cuore all’amore”. Dialogherà con Padre Francesco Neri, Cappuccino, docente di Teologia presso la Facoltà Teologica Pugliese. La serata sarà introdotta da Vittoria Luisi, vice presidente dell’Associazione polignanese Giovanni Paolo II.  Modererà il giornalista pubblicista Renato Brucoli.

I partecipanti potranno richiedere attestati e crediti formativi della serata.

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Segreteria A.S.D. Associazione “Giovanni Paolo II” – Info 3391674226 – 3384859161

I Vangeli a Scampia. Un intreccio di periferie

Sull’onda dell’adagio di papa Francesco: «Occorre che la Chiesa esca verso le periferie», quest’opera può essere interpretata, innanzitutto, proprio come un atto di “uscita”: aprire una finestra su quella periferia stupenda che è lo spaccato del Vangelo stesso. Periferia che parla alle periferie, Galilea delle genti restituita alle genti. Linguaggio popolare che torna a farsi interprete del linguaggio popolare, cioè capace di farsi comprendere da ciascuno «nella lingua nativa» (At 2,6). Continua a leggere

Guardando avanti

Vangeli Àncora, frutto del lungo lavoro durato anni, sono arrivati in libreria giovedì 26 febbraio. Qualche giorno prima, il 18 febbraio, durante l’udienza del mercoledì la prima copia del volume era stata donata a Papa Francesco, che così commentava: «Ho sentito la notizia: questa è una cosa importante.  Non è femminismo… perché le donne hanno un modo di leggere… Un talento naturale dato da Dio… ».

Il 7 marzo a Milano la prima presentazione ufficiale dell’opera, con la partecipazione di Enzo Bianchi: «Un’opera di cui c’era urgenza: con questi Vangeli commentati davvero le donne prendono la Parola nella Chiesa», delineando delle prospettive limpide sulla necessità di abbandonare la retorica del genio femminile pur nell’inevitabile differenza e peculiarità dell’interpretazione femminile (e laica) a fronte di una storia interpretativa maschile (e prevalentemente clericale). Continua a leggere

Marco: raccontare la buona notizia

di Annalisa Guida

Che cosa significasse, prima del vangelo di Marco, raccogliere la sfida di “annunciare Gesù Cristo morto e risorto” possiamo solo immaginarlo. Nei testi cristiani antecedenti il primo vangelo scritto (alcune lettere paoline e pochi testi pervenutici indirettamente che oggi annoveriamo tra gli apocrifi del NT) abbiamo a mala pena brevissime notizie biografiche del Nazareno, prevalentemente legate agli eventi della passione, e tutt’al più alcune “parole del Signore” registrate indipendentemente.

Eppure la tradizione cristiana senza vangeli non è nemmeno immaginabile; non solo non lo è nei suoi aspetti kerigmatici e di contenuto, ma non lo è nella sua storia degli effetti, nella cultura, nella letteratura, figurarsi nella storia dell’arte. Continua a leggere